Oggi pubblico uno scritto di una lettrice di BlogPositivo. Ringrazio J. per queste bellissime parole e invito tutti a riflettere. Se anche tu vuoi pubblicare uno scritto inviaci una email

Il ramo: Ti sei mai messo nella condizione di lasciare che parli la parte più dolce di te?

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Bene.. quella parte sa di cosa hai bisogno e di conseguenza quando vede quello che non ti serve, ti fa male, tende non a buttarlo via, perché buttare è sinonimo di disprezzo, ma a accomodarlo gentilmente alla porta.

Questo non buttare via niente va benissimo.. ma allontanare é meglio.

Se io recido un ramo e lascio che cada, quello stesso ramo che ho tagliato perché a me non serve, in quel momento, potrebbe un domani rifiorire e ritornarmi utile.

Non butto, semplicemente allontano quello che non mi serve, se poi tra un mese, un anno, dieci anni le nostre strade si incrociano proprio perché non ti ho buttato via, quello che c’è ancora da scambiarsi può tornare utile senza rancore, senza bisogno di volersi vendicare o volere una rivincita, una rivalsa.

Tra le persone che sono entrate, entrano e soprattutto entreranno nella tua vita, come criterio di riconoscimento che per te sono importanti, fidati di quello che la pelle ti da come indice di comunicazione. Se si riesce a comunicare a pelle si riesce a comunicare anche verbalmente e quando si comunica a pelle e verbalmente non si mettono filtri.

Quello che si trasmette è puro, quello che si si riceve é puro. Quindi non il ragionamento della scelta, non la pura e semplice pancia che magari ti fa scattare più un’attrazione fisica che un’attrazione empatica.

L’attrazione fisica va bene, ma diamo un po’ di spazio anche al nostro essere che ha bisogno di fondersi e di ricevere nel fondersi.

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