Diario di un Allineatore, pagina seconda, MOTIVAZIONECIO’ CHE VUOI, PUOI!

Era appena passata una settimana dal mio Allineamento Divino Vertebrale, mi piacevo e mi volevo bene, tanto.

Quale leggerezza, finalmente un viaggio senza bagagli. Finalmente un viaggio dove la partenza ero io, dove ogni passo aveva un buon sapore, un buon odore, era un passo sicuro, non più traballante.

Ecco il mio posto nel mondo, il mio peso nel mondo.

Camminavo a testa alta, fiera e felice… felice, di cosa, mi chiedevano tutti? Di essere qui, piena di sogni che mi concedevo di realizzare, piena di opportunità che prendevo al volo; insomma, un inno alla motivazione della mia anima! Non ci fu persona ch’io rividi dopo l’Allineamento Divino, a mancar di dirmi quanto mi vedeva bene, piena di luce, chi sospettò anche un innamoramento, che in effetti mi aveva travolto: quello per la mia vita, per chi amavo e volevo avesse il mio meglio.

Questo mi aveva dato Allineamento Divino, consapevolezza di me stessa, leggerezza, e la possibilità di avere a disposizione vari punti di vista con cui affrontare ogni aspetto della vita, della quotidianità, delle prove che la vita inevitabilmente ci sottopone: questo diamante di nuove visuali la chiave di volta per imparare che non c’è ragione di fermarsi a desiderare, ma possiamo realizzare ogni nostro desiderio.

Iniziai il percorso e diventai io stessa Allineatore Vertebrale Divino, ero per le grandi imprese, come lo siamo tutti noi, e non abbiamo validi motivi per dimenticarcelo!

LA MOTIVAZIONE CREA LA TUA REALTA’ DI SUCCESSO

In quei giorni mi imbattei in questa storia, mi piacque moltissimo e me la sentii addosso come un abito su misura. Eccola per voi “I due Falchi” spero possa piacervi:

Un re ricevette in dono due pulcini di falco e si affrettò a consegnarli al maestro di falconeria per farli addestrare.

Dopo pochi mesi, il maestro comunicò al re che uno dei due falchi era perfettamente addestrato.

“E l’altro?”, chiese il re.

“Mi dispiace, sire, ma l’altro falco si comporta in modo strano, forse è stato colpito da una rara malattia, ma nessuno riesce a smuoverlo dal ramo dell’albero su cui è stato posato il primo giorno. Così, ogni giorno, un servitore deve arrampicarsi per portargli il cibo”.

Il re convocò veterinari ed esperti di ogni sorta, ma nessuno riuscì a far volare il falco. Chiamò anche i più saggi consiglieri di corte, i generali, ma nessuno fece muovere il falco dal suo ramo. Dalla finestra del suo castello, il re guardava con tristezza il falco immobile sull’albero, giorno e notte.

Un giorno, il re proclamò un editto in cui chiedeva aiuto ai sudditi.

Il mattino successivo, il re, affacciandosi alla sua finestra vide con immenso stupore il falco che volava superbamente tra gli alberi del giardino; il re ordinò immediatamente di far portare al suo cospetto il fautore di quel miracolo.

Arrivò così, poco dopo, un giovane contadino. “Sei stato tu a far volare il falco? Come hai fatto? Sei forse un mago?”, chiese il re.

Timidamente il giovane rispose: “Non è stato difficile maestà, ho solo tagliato il ramo, il falco si è reso conto di avere le ali e ha iniziato a volare”.

Anch’io avevo accantonato le mie ali per lungo tempo, da piccina alzavo lo sguardo a ogni passaggio di aereo e di quella quota ero intimamente innamorata; da ragazza, grazie solo alla motivazione, riuscii a prendere tutti i brevetti di volo per fare, di quella quota, un lavoro e uno stile di vita. L’arrivo di una brutta diagnosi medica mi aveva costretta a un brusco atterraggio, e mi sentii finita. Mai fu così finita la mia vita quando credetti a quell’etichetta.

Ma sappiamo tutti quanto, a volte, le etichette diano fastidio, e nel caso non ci facciamo scrupoli a tagliarle via!

Voler stare bene è la più bella motivazione: ascoltare il nostro progetto animico e crederci, concederci di essere degli ingegneri dell’essere e di edificarci, nuovamente, tutte le volte che vogliamo allungare la nostra apertura alare, e superbamente volare.

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“Se sei nato senza ali, non fare nulla per impedire loro di crescere” Coco Chanel. Determinata sognatrice, Silvia classe 1975, studia e consegue tutti i brevetti necessari a diventare pilota di linea e istruttore di volo. Dedita alla realizzazione dei grandi desideri, infoltisce le sue piume e diventa mamma di una splendida bambina. Nel 2012 lo stallo accade con una diagnosi medica degenerativa. Per tre giorni si chiude in casa, relega i brevetti ad un cassetto, e si sente finita. Il quarto giorno sa di non voler dare a sua figlia un’immagine fallimentare, e accetta la sfida di vita. Anche se sarebbe potuto servire solo un miracolo, era convinta che questi accadono, tutti i giorni, li facciamo accadere noi stessi “solo” credendoci. E così studia, medita, sogna; sa bene che dolore, sofferenza e malattia intervengono come spinte evolutive, come tentativi di correggere un cammino errato; sa che ogni prova è alla portata di ognuno, come un abito su misura, proprio per essere superata: ogni prova ha quindi, già in sè, un esito di successo. Eppure a volte piange di quel corpo che urla così forte il suo dolore. Ma la junghiana sincronicità del caso le fa conoscere Allineamento Vertebrale Divino: la scomparsa dei dolori fisici e di ogni manifestazione della malattia è però nulla di fronte allo stato di grazia in cui si risveglia il giorno successivo al suo allineamento: Silvia è felice, tutto il giorno, tutti i giorni, quasi da sentirsi fuorilegge! Il messaggio è oltremodo chiaro e il percorso luminosissimo: intraprende così gli studi con Lothar Gunter e conclude con successo la formazione di Allineatore Vertebrale Divino secondo la scuola di Anne Hubner, di GuaritoreSpirituale e di Master Reiki. Quotidianamente organizza conferenze e trattamenti di Allineamento Vertebrale Divino a Bologna, sua città natale, e si sposta in tutta Italia collaborando con associazioni, centri olistici e di benessere. Recenti richieste oltreoceano la vedono oggi impegnata nella traduzione del suo materiale in altre lingue e nell’organizzazione di viaggi di conferenze e allineamento in Brasile, California e Francia: d’altronde, come lei dice sempre lei: “Io sono per le grandi imprese!”.

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