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In questa seconda parte parliamo della realtà illusoria del dramma e dell’importanza del parto

Durante l’esperienza della nascita e nei successivi primi anni di vita, ogni persona subisce in passività le situazioni esterne che si sono create attorno a lui , in una dimensione d’impotenza.

Praticamente, realizziamo già da questo punto di partenza un vissuto ed un ruolo passivo di vittima, che si è formato dagli eventi avvenuti.

Tale sensazione potrà perdurare anche tutta la vita se non verranno riconosciute ed elaborate.

Pertanto, fin dalla nascita, si diventa preda di schemi di irretimento familiari, in modo inconsapevole.

Ma anche, possiamo manifestare sempre inconsapevolmente forme di atteggiamento ereditarie che ci vengono determinate e tramandate da antenati che non le hanno superate.

Per comprendere e risolvere le proprie dinamiche attive.

Viaggio nella nascita- nascita e personalità’, Sandra Ray e Bob Mandel

Ogni parto e ogni modalità creerà difficoltà nella vita del bambino, riconoscerle è importante imparando ad utilizzare  la Tecnica Multidimensional Tools ® di Manuela Antonelli è possibile riportare tutte le cose al posto giusto.

Dalle ricerche e dagli studi di Sandra Roy e Bob Mandel oggi possiamo comprendere determinate dinamiche che non erano comprensibili alla Coscienza Umana che limitavano la persona .

NASCITA NATURALE: parto lento o veloce, hanno dinamiche diverse.
Chiamato anche normale o fisiologico, è quello privo di complicazioni o peculiarità

Nel parto naturale viviamo quello che viene definito “trauma di nascita”, fisiologico alla nascita e comune a tutte le persone. Si crea perchè da una posizione iperprotetta si deve cambiare completamente trovandosi all’aria aperta, a dover cambiare la respirazione ed a non aver più confini o bordi.

Il trauma viene interiorizzato nella memoria corporea e rimane nell’inconsapevolezza. A questo ci aggiungiamo i traumi dovuti dal parto medicalizzato quali la luce accecante della sala parto, la manipolazione da parte di mani estranee e a volte poco sensibili, la separazione dalla madre…

Ad esempio sarà sufficiente che un’ostrica/o con le mani fredde e ruvide ci manipoli con una certa aggressiva che si creerà una memoria corporea. Può capitare da adulti di provare un certo disagio ogni volta che stringeremo la mano ad una persone con le mani fredde e ruvide.

NASCITA CON CESAREO

La nascita con il parto cesareo produce nel bambino un intenso desiderio di contatto fisico. La mancanza dell’abbraccio caldo e avvolgente del canale del parto rende i cesarei bisognosi del contatto fisico, di abbracci e di carezze.

Essendo estratto dalla madre con un intervento chirurgico, il bambino non deve fare nessuno sforzo per nascere, e questo fa si che in età adulta eviti tutte le attività che implicano qualunque tipo di sforzo. Preferisce la vita facile, quella che oggi viene chiamata una vita “light”.
Al bambino che nasce con parto cesareo mentre è addormentato, il mondo appare all’improvviso, senza che abbia potuto rendersi conto del momento il cui ha lasciato il ventre della madre. Per questo per lui la vita è una sorpresa, e lo rende un essere imprevedibile.

Spesso manifesta la “sindrome da interruzione”. Il suo naturale percorso verso la vita è stato interrotto dall’intervento chirurgico, questo può sviluppare la convinzione di non essere in grado di concludere la prima “prova” della sua esistenza e ritenersi incapace, in futuro, di concludere qualcosa nella vita.
Il bambino nato con il cesare, ma mentre è sveglio, è invece un bambino che ha sempre bisogno di sostegno, di compagnia e di aiuto, e in linea generale non gli piace fare sforzi.

Nella vita affettiva ricercano un partner che sappia indicare la direzione da seguire, come fece il chirurgo alla nascita, cosa che poi finisce con l’irritarli e condurli a fare il contrario.

NASCITA GEMELLARE

Si è osservato che i gemelli possono avere facoltà psichiche o telepatiche più sviluppate degli altri, grazie alla connessione intuitiva che hanno sperimentato nell’utero.
Questi bambini spesso vivono un doppio trauma: la perdita della madre ed il lutto psicologico per il fratello/sorella.

Spesso il gemello nato per primo ha un maggiore senso di colpa, mentre il secondo è un po’ risentito perchè sente di essere stato lasciato solo. Tra di loro si produce una sorta di trauma da separazione.
Il trauma maggiore avviene se uno dei due gemelli muore e l’altro sopravvive, soprattutto se il gemello morto rimane nell’utero per un certo periodo. Quello sopravvissuto, finirà prima o poi col pensare:”Perchè io possa sopravvivere, qualcuno deve morire”.

A volte i gemelli hanno pensieri come:”Sono isolato”, “Non c’è posto per me”, “Sono incompleto”, “Ho bisogno di un altro per essere completo”, e hanno spesso un pressante bisogno di uno spazio tutto per loro. Spesso hanno la difficoltà a pensare di poter essere i primi.

NASCITA INDOTTA

Per nascita indotta si intende il parto in cui si somministrano sostanze chimiche alla madre, oppure le si applicano massaggi e pressioni per accelerare il parto.

I bambini nati in questo modo hanno un carattere gentile e disponibile ma tendente all’apatia, incontrano grandi difficoltà per “incominciare” a fare le cose, al punto da provocare situazioni in cui sono gli altri a doverli spingere a fare ciò che desiderano.

Gli “indotti”, in realtà non hanno deciso di essere qui. Qualcuno l’ha deciso al loro posto, e quindi partecipano alla vita soltanto a metà.
Spesso si osserva in questi bambini un forte risentimento verso gli altri, provocato dal disagio di non fare le cose per decisione autonoma, ma in dipendenza di decisioni altrui.

E’ evidente che stabilire un rapporto con una persona che è stata forzata a nascere richiede una notevole dose di pazienza. Nelle relazioni tendono a trattenersi aspettando che sia l’altro a fare la prima mossa. Spesso rifiutano l’amore, il sesso, l’affetto, negano se stessi, e nascondono il proprio potere e creatività. Hanno l’abitudine di far aspettare le persone e poi di chiedersi perchè gli altri si arrabbiano. Sono sempre in ritardo, spesso sembrano apatici.

Tendono a creare problemi al momento di stipulare un accordo. Come abbiamo detto, sono persone che hanno difficoltà a cominciare a fare le cose, e più in generale nei confronti del tempo. Forse pensano che qualcun altro farà le cose al loro posto, dato che non riescono a ottenere da soli ciò che vogliono.
Nella relazione lasciano spesso che sia il partner a decidere al posto loro, salvo poi portargli rancore per questo.

NASCITA PREMATURA

I bambini nati prematuri sono persone intelligenti, vivaci e sensibili ma tormentate. Hanno incominciato la vita in fretta, e in seguito continuano ad avere la stessa sensazione.

I nati prematuri hanno un rapporto difficile e complicato con il tempo e ne sono nevroticamente ossessionati, per cui i loro rapporti sono normalmente complessi, perchè gli altri sembrano sempre lenti. La sensazione di vivere con il tempo contato fa si che sin da primo momento si sia attivato in loro un fortissimo senso di urgenza che gli fa concepire la vita come una corsa.

Se, oltre a essere nato prematuro, il bambino è messo nel0incubatrice, è probabile che viva il trauma del “doppio distacco”, che causerà grandi difficoltà nei rapporti interpersonali durante la vita adulta. Se proviamo a immaginare come si può sentire un bambino nell’incubatrice, capiremo facilmente che alimenti pensieri come “sono stato abbandonato” e li trasformi nel suo schema di vita. Queste spesso si sentono estranee ed esposte a tutto, osservate e giudicate.
Questi bambini sono spesso eccessivamente preoccupati per il futuro a causa della loro confusa relazione con il tempo. Sono in genere malaticci, e guardandosi si ha la sensazione che non siano ancora nati completamente, anche se la loro energia vitale è debordante, cosa che gli permette di sopravvivere a grandi difficoltà.

Nei rapporti interpersonali si sentono immaturi ed estremamente vulnerabili per riuscire a costruire delle relazioni profonde.
Nelle relazioni con il partner tendono alla dipendenza quasi assoluta tanto da pensare di morire in caso di crisi o separazione.
Spesso queste persone creano barriere tra sé e il mondo esterno come a voler filtrare attraverso un vetro.

NASCITA NON DESIDERATA O SESSO NON DESIDERATO
In caso di nascita non desiderata o accidentale, il bambino può avere difficoltà a sentirsi amato durante la sua crescita. In genere pensa che vivere non valga la pena.
La sua mancanza di organizzazione e di pianificazione può essere un modo per sopravvivere. E’ facile che incontri difficoltà a legittimare, in modi diversi, la propria vita.

E’ probabile che nella sua esistenza tutto avvenga in modo accidentale: rapporti, affari, attività… tutto sembra accadere per caso. Sono predisposti agli incidenti, dato che pensano di essere essi stessi un incidente.

Nelle nascite in cui il sesso del bambino non corrisponde a quello desiderato, il bambino conosceva già, sin dalla vita intrauterina, i pensieri del padre o della madre sul sesso che avrebbero voluto. Questi bambini hanno spesso difficoltà ad accettare il proprio sesso. Sono insoddisfatti della vita e vedono il mondo come un luogo ostile, e perciò preferiscono stare da soli.

Nel caso delle donne il pensiero di “essere sbagliata” spesso le accompagna per tutta la vita, condizionando il comportamento e le relazioni sociali. Per prima cosa cercherà di compiacere i genitori, assumendo comportamenti e ruoli maschili nell’ambito famigliare. Tenderà a reprimere la propria personalità mostrando evidenti difficoltà nel vivere la femminilità nei rapporti interpersonali e potrà finire con l’attirare uomini incapaci di apprezzarla trasmettendole la sensazione del rifiuto.

NASCITA CON EPIDURALE o INDOLORE

Nelle nascite in cui alla madre vengono somministrati degli anestetici, il bambino ne assorbe una gran parte attraverso la placenta, con l’effetto di sentirsi “drogato” al momento del nascere.
Spesso hanno difficoltà a rapportarsi con la realtà e tendono a fantasticare troppo.
Questi bambini in genere elaborano pensieri del tipo: “non posso ottenere ciò che desidero”, “non posso riuscirci”,”non riesco a controllare il mio corpo”, o semplicemente “non ne sono capace”.
Per questi bambini, nati sotto l’effetto di anestetici, la vita è un mare di confusione e di dubbi. Si sentono disorientati e svogliati nella vita quotidiana, e spesso si lamentano di avere difficoltà di concentrazione.

NASCITA DOPO UN ABORTO

Se c’è stato un aborto prima di una nascita, la madre può essere ancora sotto choc e vivere profondi sensi di colpa, con effetti negativi sulla gravidanza e, di conseguenza, sul bambino. Il figlio può sentirsi il sostituto del bambino non nato, cosa che aumenta la sua tensione psichica. Spesso questi bambini hanno pensieri del tipo:”Prima di poter vivere, devo morire”.
Tendono a rivivere situazioni di morte, oppure pensano di dover portare a termine qualcosa prima di iniziare finalmente a vivere.

E’ importante sottolineare che, sebbene queste programmazioni mentali in relazione alla modalità della nascita siano state ampiamente studiate, e i modelli di comportamento che si è descritto siano stati dimostrati, non rappresentano una regola, ma esiste soltanto la possibilità che si manifestino.

Ogni bambino ha una sua modalità per venire al mondo, è stato studiato che questo momento è importantissimo per la formazione caratteriale e spirituale della persona.

Avvenuta la nascita, il bambino diventerà spettatore passivo di tutto ciò che accade nel nucleo familiare, e perciò il suo inconscio registrerà tutte le informazioni di conflitto che si attiveranno sia nei suoi confronti, ma anche in relazione a forme esterne vissute passivamente .

Esempio: se un bambino viene abbandonato al momento della nascita, oppure si sente rifiutato e non accettato positivamente nel nucleo familiare nel momento in cui la madre se ne fa carico, oppure se subisce durante la gestazione l’emozionalità della paura di perdere la vita, a causa di eventi in cui la madre cerca di abortirlo, questo bambino manterrà in se inconsciamente tutte queste memorie che si registrate nelle sue cellule e si rifletteranno nella vita.

A presto per la terza parte…

Articolo di Manuela Antonelli

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