Appartengo alla generazione dei trentenni, coloro che in questa epoca sono, spesso loro malgrado, indicati come bamboccioni, svogliati e poco svegli.

Sono tra le fila di chi viene descritto come appartenente alla prima generazione in cui i figli sono più poveri dei padri,  un po’ derisi, un po’ compatiti ed ampiamente criticati per ciò che concerne il mondo del lavoro.

Ed è proprio il lavoro l’argomento del mio post.

Se avete già letto qualche mio articolo vi sarete resi conto che sono come San Tommaso e che parlo solo di ciò che ho sperimentato in prima persona.

Con ciò non intendo mettere in discussione o classificare come falso ciò che io ancora non ho esperito, ma, a me personalmente, è utile osservare me stessa e le mie reazioni mentre mi metto alla prova nelle diverse situazioni.

Ho recentemente ricevuto un proposta di lavoro molto interessante, che ho accettato con entusiasmo, ed ho voluto condividere con le persone a me più care questa notizia che mi ha reso così gioiosa.

Qualcuno mi ha detto: “Finalmente hai un lavoro vero!”.

Non mi aspettavo queste parole e la prima reazione è stata di rabbia. Il mio ego si è sentito ferito ed ha pensato “Ma come ti permetti? Ti è già sfuggito dalla memoria che io ho fatto tanti lavori, ho scritto due libri e ho conseguito dei diplomi in discipline di cui ignori l’esistenza?”, la mia buona educazione però mi ha impedito di esternare questi pensieri ed ho emesso un mugugno incomprensibile cambiando argomento.

Alla fine della telefonata ero livida, non tanto per la frase quanto per essermi così arrabbiata.

Ero arrabbiata per essermi arrabbiata.

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A volte i labirinti dei miei sentimenti mi lasciano senza parole!

Cosa fare dunque?

Mi sono osservata.

Così come spiega magistralmente Salvatore Brizzi, ho osservato me stessa e le mie emozioni in quella situazione senza giudicarle ed ho fatto scoperte interessanti.

Per prima cosa ho preso nuovamente coscienza della mia incapacità di non sentirmi ferita dal giudizio delle persone che amo e poi mi sono chiesta che significato avessero per me le parole “Lavoro Vero”.

Come racconto nel mio libro “Ho Scelto di Guarire” Anima Edizioni, la malattia mi ha permesso di entrare in contatto con la mia anima e da allora mi sono giurata fedeltà.

In nome di questo amore per me stessa, nel tempo, ho lasciato lavori che non mi corrispondevano, ho intrapreso imprese che parevano impossibili e ho agito seguendo il mio cuore.

Mi sono trovata sulla mia strada imparando ad avere la solitudine come migliore amica, ho creduto nel mio sentire mentre intorno a me volavano frasi fatte ed opinioni di buon senso che non sentivo mie.

Ho lasciato che le parole “L’importante è avere un lavoro” – “Di questi tempi va bene qualsiasi lavoro” – “L’importante è lo stipendio a fine mese” – “Cerca una cosa che, anche se non ti rende felice, ti dia da vivere. Godrai della pensione” mi scivolassero addosso senza scalfire ciò che io intimamente provavo.

Ho chinato la testa studiando, studiandomi ed impegnandomi con amore ad esprimere me stessa.

Ho sopportato lo sguardo di disapprovazione nei confronti delle mie scelte, ho taciuto davanti a chi mi diceva che non avevo tanta voglia di lavorare, ho lasciato che di me si pensasse tutto ed il contrario di tutto senza dare spiegazioni, non per mancanza di argomenti, ma per mera conservazione dell’energia che mi era necessaria per percorrere il mio sentiero.

Ed è proprio tutto ciò, che per me, vuol dire Lavoro Vero.

Ogni esperienza elaborata, ogni passo restando fedele a me stessa, ogni ostacolo accolto, ogni lezione appresa ed integrata sono stati il mio Lavoro Vero.

Quel lavoro, grazie a circostanze al di là del mio controllo che mi sono divertita a scoprire, mi ha portata ad iniziare una nuova avventura e sono perfettamente consapevole che la durata di questa esperienza non sarà determinata dal mio autografo su un pezzo di carta che chiamiamo contratto, ma dipenderà dal numero di lezioni che la mia Anima avrà la necessità di apprendere.

Siate choosy, siate scandalosamente choosy e ricordatevi in ogni attimo che il Lavoro Vero lo determinate voi con i vostri pensieri e le vostre azioni.

Ogni passo, anche quando siete immersi nella nebbia più fitta, vi porterà dritti al prossimo obiettivo se vi farete guidare dal Cuore.

Abbiate coraggio e buon Lavoro Vero.

Di seguito le pubblicazioni editoriali dell’autrice di questo articolo, Serena Milano:

Ho Scelto di Guarire Ho Scelto di Guarire
Un viaggio dal Cancro alla Rinascita attraverso le chiavi della Metamedicina, della Psicologia, della Consapevolezza e dell’Amore
Serena Milano Compralo su il Giardino dei Libri
Memorie di una Tata Serena Milano Memorie di una Tata
Come i bambini ci insegnano la vita – Un report per adulti consapevoli
Serena Milano Compralo su il Giardino dei Libri

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Autrice di Ho Scelto di Guarire (Anima Edizioni, 2012) e Memorie di una Tata (Anima Edizioni, 2016), nel 2013 vince il premio letterario Tra il Visibile e l'Invisibile come autrice emergente. Partecipa al convegno Cancro e Anima nel 2015 ed al Primo Convegno sul Cancro organizzato dal Centro Culturale L'Albero a Modena nel 2016, a Laboratorio Salute e Pianeta Bimbo su Telecolor e ad altri importanti eventi. Dal 2009 si apre allo studio del mondo olistico partendo dalla metamedicina che le risulta fondamentale per la guarigione di un cancro. Studia con dedizione ogni cosa che le permetta di arricchire la propria vita in amore e consapevolezza. Alimentazione, fisica quantistica, meditazione, ecologia ed attenzione all'ambiente sono le chiavi per giungere ad importanti traguardi di benessere e comprendere con il cuore che la vita fornisce tutti gli strumenti idonei all'evoluzione di ognuno. Nel 2016 consegue il secondo livello Reiki nel sistema Usui di Guarigione Naturale. Si dedica a divulgare il pensiero secondo cui il benessere parte dall'amore verso se stessi consapevole che solo chi si ama davvero può portare gioia anche agli altri. Appare su importanti testate nazionali divulgando un messaggio di guarigione ed amore. Da un lustro a questa parte trascorre molto tempo in compagnia di bambini dove sperimenta una "pedagogia pratica". Grazie ad un ribaltamento dei ruoli sociali si lascia guidare da questi piccoli maestri in una riscoperta della vita. Guarda il mondo attraverso i loro occhi percependo la necessità di capire il potenziale di ogni piccolo essere umano al fine di creare le condizioni migliori che permettano ad ognuno di esprimere il meglio di se stesso per creare un mondo nuovo. Divoratrice seriale di libri, si impegna quotidianamente nella ricerca e nell'apprendimento. Adora viaggiare, immergersi nella naura, stare a contatto con gli animali, studiare, scrivere e crede che ognuno, con i propri mezzi, possa fare la differenza nel mondo.

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