Quando iniziai la mia ricerca della libertà in modo chiaro e consapevole, circa a 12 anni, credevo di avere dei bisogni imprescindibili, dei desideri che vivevo come la sola possibilità di felicità.

Man mano che il tempo passava e soprattutto che la mia pratica diveniva più profonda e il mio rapporto con il maestro più forte mi accorsi che tutto quello che credevo potesse essere la causa della mia felicità era in realtà causa della mia sofferenza. Inizialmente ogni mio sforzo, anche spirituale era volto al nutrimento dell’io/me; i miei pensieri erano tutti in relazione al divenire migliore. Pian piano maturò in me una sorta di consapevolezza che mi fece sentire l’immensa fatica del continuare a produrre e a sostenere pensieri di io/me e nacque il desiderio di riposo, il desiderio della resa. Non più sforzo ma resa. Resa a che cosa? Alla semplicità di questo momento, qualunque esso fosse.

Iniziai a provare più gusto nel guardare teneramente un albero piuttosto che pensare e pensare ai problemi della vita, nell’ascoltare la morbidezza del mio respiro piuttosto che pensare a come diventare un Buddha velocemente. Iniziai a desiderare la quiete che c’é tra un pensiero e l’altro piuttosto che le vane soluzioni promesse dai mille pensieri e piano piano questa resa fece nascere una pace sempre più grande ma soprattutto imperturbabile. Questa pace mi fece vedere che non sono il centro dell’universo e aprì il mio cuore al dolore del mondo, alla grande sofferenza degli esseri umani, ma anche animali e anche a quella di altre sfere di esistenza. Nacque spontanea la compassione, l’amore, il forte desiderio che tutti siano felici e che non soffrano più.

Come allora poter fare qualche cosa? Come quel minuscolo puntino illusorio chiamato in questo periodo Carlotta avrebbe potuto fare veramente qualcosa per tutto quel dolore?

Chiara, un’eremita santa mi disse di pregare così: “Gesú ti amo. Che il regno dei cieli possa venire anche attraverso di me”.

Compresi allora che sebbene io non sia nulla nemmeno di esistente, l’amore esiste eccome ed é la vera natura di tutto. Avrei lasciato l’amore passare attraverso i miei pensieri, le mie parole, le mie azioni. Ma non bastava ancora: attraverso quali mie azioni, pensieri e parole sarebbe meglio passato l’amore?

Mi accorsi che quando creavo all’interno delle mie passioni i miei occhi risplendevano e il mio cuore si apriva. Ecco dove avrei fatto passare l’amore.

La mia passione da sempre é mostrare ad ognuno che può essere felice ora. Già a tre anni gli adulti mi parlavano dei loro problemi! Ricordo che mi dicevo: “Ma non si accorgono che ho tre anni?”. E mi piace da morire scrivere parole che mostrino come essere felice. Il tema all’esame di quinta elementare fu sulla pace e il mio lo incorniciarono e lo misero nell’ufficio del preside. E mi piace ascoltare storie vere della gente, quelle che vengono dalla vita vissuta, dal cuore, mentre non mi interessano le opinioni di alcun tipo e di alcuna persona perchè non c’é vita nelle opinioni. E mi piace ascoltare così profondamente ed intensamente che la gente trova quasi da sé la soluzione ai propri problemi. Quando mi viene chiesto parlo anche…soprattutto durante i corsi ma solo di ciò che ho vissuto e sperimentato con l’intenzione che possa essere di ispirazione a qualcuno.

Ecco, questo è il mio modo di passare su questa terra: permettendo all’amore di passare attraverso ciò che mi accende perché solo così potrò contribuire anche solo un po’ a lenire il dolore di chi soffre.

Il mondo ha bisogno di ognuno di noi, per cui amici…create ed amate!

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Nata nel 1971 è cresciuta sotto la guida di grandi lama tibetani e altri maestri di diverse tradizioni spirituali avendo così modo di approfondire lo studio e la pratica di antichi metodi e tecniche di autoconoscenza. Cogliendo da sempre i principi essenziali su cui si basano le metodiche apprese e sperimentate, diffonde da oltre 25 anni un sistema di educazione alla vita per il risveglio della vera natura dell’essere umano adatto alla nostra cultura e società diffondendolo in strutture pubbliche e private. Nel 2011 Carlotta e suo marito Stefano Giuseppe Dell’Orto fondano neomRevolution con la Mission di aiutare nell’opera di risveglio delle piene potenzialità dell’essere umano in modo che possa vivere in pienezza, appagato e felice. Dal 2010 Stefano e Carlotta collaborano insieme come NEOM sui progetti di Branding e Advertising per promuovere una comunicazione più etica ed efficace diffondendo messaggi utili all’animo umano.

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