Nel mio post precedente ho introdotto l’argomento della forza di volontà ma, come si dice, ho solo sfiorato la punta dell’iceberg; prima di tornare a parlare più dettagliatamente su questo potere che è insito in tutti noi, il dinamico potere della forza di volontà, lasciate che affronti un argomento che mi sta particolarmente a cuore: ma se la Verità è una, allora qual è la migliore Religione?

Oggi più che mai questa domanda è di attualità. Viviamo tempi terribili in cui si uccide nel nome di una Fede Religiosa piuttosto che di un’altra, esattamente come ai tempi delle Crociate, invocando la punizione divina sui “miscredenti”. Quindi esiste una Religione che sia più “santa” e “vera” delle altre? O piuttosto esistono più vie per raggiungere la Verità?

La Verità, per definizione, non può essere che Una. Possiamo avere molte interpretazioni, questo si, a seconda del periodo storico in cui si vive o della società in cui si nasce, ma se mai esiste un assoluto questi è la proprio la Verità. Ora possiamo contestare quanto vogliamo questa affermazione, persino sostenendo che possano esistere più dimensioni in ciascuna delle quali possa vigere una peculiare Verità, ma se anche fosse vero, la dimensione in cui tutti noi viviamo ora è una sola, per cui per noi varrà una sola risposta: o Dio esiste o non esiste, e se esiste è lecito ritenere che sia uno solo per tutti. Quella che varia può essere la percezione che ne possiamo avere e l’approccio che possiamo seguire per sperimentarne l’esistenza.

Ecco che possiamo perciò rispondere ad una prima domanda, implicita in quella che da il titolo a questo articolo, cosa sono le Religioni?

Le Religioni sono, o dovrebbero essere, una metodologia per sperimentare il divino. Il dizionario la definisce l’insieme di credenze e di manifestazioni con cui l’uomo riconosce l’esistenza del soprannaturale.

Se ci concentriamo sulle principali religioni cosiddette monoteistiche, l’ebraica, la musulmana e la cattolica, vediamo che i principi base sono gli stessi, perfino profeti e patriarchi sono in comune. Ciò che differisce fondamentalmente sono le interpretazioni delle scritture cosiddette “sacre” che sono figlie della realtà storico-culturale del popolo che le ha stilate e dei riti, più o meno esoterici, che le accompagnano e che dovrebbero permettere di entrare in comunione con Dio.

Io non so se le prime comunità religiose avessero questa capacità, di certo sono sicuro che se anche ne siano state in grado, attualmente non lo sono più. La celebrazione della messa, del mistero della trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue del Cristo, con il suo sublime significato di “comunione”, ora è un semplice rituale spoglio di qualsiasi valore mistico di rivelazione.

Se cerchiamo la Verità, dobbiamo trovare una metodologia che ci consenta di sperimentare il soprannaturale, non che ci faccia perdere nei meandri della teologia.

Yogananda Paramahansa metteva del resto in guardia i ricercatori contro la tentazione di cedere alle mode o ai facili entusiasmi seguendo le novità (dobbiamo ricordare che agli inizi del secolo scorso gli Stati Uniti erano la patria delle nuove sette e delle nuove religioni) o tantomeno sosteneva la validità di una religione piuttosto che un’altra, pur invitando al rispetto di tutte.

L’insegnamento del Maestro era piuttosto rivolto a intraprendere un percorso di Auto-Realizzazione (Self Realization) attraverso la pratica delle tecniche che aveva portato con sè dall’India.

A chi intraprendeva lo studio delle tecniche SRF, Yogananda diceva:

“Ora che avete appena intrapreso il vostro viaggio verso la meta dell’Auto-Realizzazione, perseverate e quando proverete dal vostro interno una accresciuta soddisfazione, una aumentata pace, saggezza e sicurezza, allora avrete capito che la migliore religione consiste nella vostra continua progressiva percezione, ottenuta durante la meditazione, della vostra costante accresciuta felicità interiore”.

Spero che questa risposta alla domanda qual è la migliore Religione vi trovi concordi e vi convinca come ha convinto me.

Nel mio desiderio di condividere con voi il più possibile gli insegnamenti del Maestro, cercherò di darvi quegli spunti perché voi stessi possiate intraprendere in autonomia questo viaggio e avvicinarvi, qualora lo vogliate, alla Fratellanza dell’Auto Realizzazione.

Nel prossimo intervento parlerò di un argomento che mi sta molto a cuore e che spesso non sappiamo gestire al meglio: l’amicizia; come riconoscerla, coltivarla e farla divenire il nostro portale per la Auto-Realizzazione.

Yogananda 6

Namasté

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