Con il termine Kabbalah si indica la “ricezione” della Luce Divina da parte dell’uomo, anche se il significato letterale è “da bocca a orecchio”, proprio a indicare l’essenza della tradizione stessa. Per estensione è l’insieme delle informazioni che oralmente venivano e vengono trasmesse dal “Maestro” al discepolo nell’ambito della tradizione iniziatica.

Datare in modo preciso le origini della Kabbalah però è cosa alquanto ardua. Vi sono delle indicazioni che suggeriscono la formazione dei principi fondamentali della Kabbalah intorno al VI sec. A.C. , ma considerando l’aspetto orale della tradizione cabalistica è molto difficile se non impossibile determinarne un preciso inizio, così come avviene per la maggior parte delle tradizioni spirituali del pianeta.

Ciò che è certo è che la trasmissione delle nozioni e dei sistemi utilizzati nella Kabbalah, ai suoi albori, fu esclusivamente di natura orale. Inoltre tali insegnamenti hanno seguito sempre un processo distinto e separato di divulgazione rispetto alla enorme quantità di commenti ai testi sacri che in ultimo determinarono la formazione del Talmud, ossia del corpo degli insegnamenti rabbinici.

Vi è purtroppo anche poca concordanza tra i vari autori relativamente all’attribuzione e alla paternità dei testi. Forse il più importante di essi il Sepher Yetzirah o “Libro della Formazione” viene attribuito al patriarca Abramo.

Tale testo indica un vero e proprio sistema che, vedremo più avanti, narra del momento della Creazione degli Universi Materiali dopo che la Divinità operò il primo atto creativo ossia lo Tzim Tzum.

Con tale termine si indica una vera e propria contrazione dell’universo e quindi della Divinità, in altri termini potremmo dire un “Big Bang” di proporzioni cosmiche. Per proteggere la sua nuova condizione essa genera quello che i cabalisti definiscono l’Ain Soph Aur , definito la “Luce Infinita Negativa”, tre veli attraverso i quali è impossibile per qualunque creatura vivente penetrare se non in stati di coscienza elevata.

Nella tradizione cabalistica fu Isaac Luria (1534-1572 ) che per primo diffuse in modo vasto e palese la teoria dello Tzim Tzum.

Così come accade in natura, ogni nascita presuppone una contrazione. I cabalisti ritengono che per poter nascere o esistere l’universo abbia seguito lo stesso criterio. Il Creatore quindi ha dovuto operare una vera e propria contrazione di Se Stesso, per permettere alla materia di manifestarsi.

Nel corso dei secoli e in particolar modo a partire dal XII sec. lo sviluppo degli insegnamenti cabalistici ha subito una notevole trasformazione in diversi paesi europei.

Le prime scritture relative al mondo della Kabbalah inteso come sistema di interpretazione della Torah (che corrisponde ai primi cinque libri dell’Antico Testamento) e dei successivi testi considerati sacri, risalgono al II sec. dopo Cristo, grazie ai commentari di Rabbi Simeon ben Yohai.

E’ a lui che si ascrive la formazione del libro dello Splendore, il Sepher ha-Zohar ed è grazie a questo testo che la Kabbalah venne alla luce, offrendo il fianco a infinite speculazioni di ordine esegetico o puramente letterario. Da quel momento in poi la diffusione fu progressivamente estesa fino ad arrivare in Spagna nel XIII sec., influenzando enormemente la cristianità. Ed è proprio in questo testo che chiaramente per la prima volta si parla dell’Albero della Vita e delle sue sfere o Sephiroth.

E’ in questo periodo e in questo luogo che la Kabbalah e la sua pratica furono estremamente attive. Infatti personalità eminenti di diversi stati europei, fondarono numerose scuole, atte a diffondere lo studio, l’approfondimento e la pratica di tale disciplina . In Spagna ebbe una eco decisamente forte la scuola di Abram Abulafia nato nel 1240 a Saragozza. Dopo lunghe peregrinazioni tra oriente e occidente giunse infine a Barcellona dove cominciò la sua attività di scrittore e sperimentatore mistico.

Abulafia può essere considerato la personalità più eminente in termini di misticismo ebraico e cabalistico. Infatti ebbero grande risonanza le sue sperimentazioni attraverso l’uso fonetico e quindi sonoro delle lettere ebraiche. Abulafia e i suoi studenti praticavano la tecnica della permutazione sonora delle lettere come metodologia meditativa e di contatto diretto con il Divino. Sono numerosi i testi pervenuti fino ad oggi che descrivono tali tecniche e la loro straordinaria efficacia sia in termini di ricerca spirituale, sia in termini di “guarigione spirituale”.

Uno dei più grandi scrittori e ricercatori in materia cabalistica e in special modo sulla figura di Abulafia è attualmente Moshe Idel, autore di fama internazionale e di numerosi testi sul mondo della Kabbalah e sul mondo ebraico. Allievo di Gershom Scholem, padre indiscusso degli autori moderni sulla materia, ha dedicato numerose opere all’approfondimento di tale tematica. Egli ritiene infatti, che le tecniche mistiche di Abulafia, potessero permettere di entrare realmente in contatto con la Luce Divina.

Solo nel XVIII sec. troviamo l’inizio della fase “magico iniziatica” della Kabbalah. Moltissimi studiosi e occultisti del diciottesimo e diciannovesimo secolo si cimentarono negli studi e nelle pratiche cabalistiche, convinti che vi fosse la possibilità di ottenere poteri straordinari.

I maggiori esponenti quali Dion Fortune, Mc Gregor Maters, Israle Regardie e molti altri lavorarono assiduamente proprio per creare un corpus delle conoscenze e simbologie cabalistiche, che potesse essere utilizzato ai fini pratici. E’ proprio grazie a questo processo di ricerca del potere e della felicità, che ebbero luogo interessantissime scoperte proprie di questi secoli, adeguando così le simbologie cabalistiche alle necessità e alle evoluzioni tecnologiche del tempo.

Al sorgere del XX sec. le scoperte in ambito naturalistico e scientifico hanno apparentemente allontanato da tali studi. In realtà l’applicazione pratica della Kabbalah risulta essere, a un attento esame, la base di molte scoperte della cosiddetta “new age”, che ha avuto il pregio di tradurre in linguaggio moderno principi e conoscenze che possiamo ritrovare nei testi antichi della tradizione. Oggi esistono numerose e valide scuole di Kabbalah, dove poter apprendere e praticare questa antichissima tradizione di formazione e conoscenza spirituale.

Ci vediamo al prossimo appuntamento con L’Albero della Vita e i suoi sentieri. Resta collegato. Un caro saluto, Marco Marini

Ti Potrebbe anche Interessare:

CONDIVIDI
Marco Marini nasce a Roma il 12 dicembre 1970 e vive attualmente nella città di Londra. Autore, scrittore e pubblicista da sempre è appassionato di studi archetipali d’occidente, con speciale attenzione alla Kabbalah, al Tarocco archetipale e all’astrologia evolutiva. Tiene regolarmente conferenze e seminari in Italia e all’estero dal 1995, con particolare orientamento volto alla formazione personale e professionale. Ha pubblicato nel 2014 il libro “Kabbalistic visions Marini-Scapini tarot” per Shiffers publishing, U.S.A. libro distribuito nel mondo sull’incontro tra il Tarocco e l’archetipo cabalistico. E’ di prossima uscita il libro “La kabbalah e le 22 vie di guarigione” per lo stesso editore. E’ spesso ospite in trasmissioni televisive e radiofoniche nazionali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here