La volta scorsa vi ho lasciato con queste parole di Yogananda:

“…quando proverete dal vostro interno una accresciuta soddisfazione, una aumentata pace, saggezza e sicurezza, allora avrete capito che la migliore religione consiste nella vostra continua progressiva percezione, ottenuta durante la meditazione, della vostra costante accresciuta felicità interiore”; ma la nostra felicità interiore passa anche attraverso un altro aspetto molto importante della nostra vita: la Vera Amicizia.

L’amicizia è quella particolare forma di amore che proviamo per persone che non necessariamente condividono con noi legami di sangue, ma che scegliamo e che ci fanno sentire meno soli davanti alle difficoltà della vita o con le quali ci piace condividere i nostri momenti di gioia. Può accadere che un genitore un fratello, un cugino, il nostro partner sia anche il nostro miglior amico, ma il più delle volte accade che un incontro che riteniamo casuale, ci faccia conoscere un altro essere umano, non importa a quale sesso appartenga,  per il quale sentiamo un immediato feeling. Come mai?

Prima di dare una risposta a questo interrogativo però, lasciate che faccia una doverosa premessa per distinguere tra vera amicizia e semplice conoscenza.

Non è raro infatti che quella che noi chiamiamo amicizia in realtà si riveli, alla prova dei fatti e del tempo, una semplice conoscenza. È quello che accade quando stringiamo relazioni con persone con cui veniamo in contatto a seguito di incontri che ci vengono imposti; è il caso ad esempio dei compagni di scuola o quello dei colleghi di lavoro. Solo raramente queste conoscenze evolvono in vera amicizia: nella maggior parte dei casi, quando le vicissitudini della vita ci separano, quelli che credevamo nostri amici inseparabili, si dileguano e cadono nel dimenticatoio.

Un vero amico, quello con la A maiuscola, può anche andare a vivere dall’altra parte del pianeta, ma basta una telefonata, un incontro dopo mesi o anni, perché questa separazione svanisca nel nulla e sembri non esserci mai stata.

Questa differenza è fondamentale per non cadere nell’autocommiserazione quando ci sentiamo traditi da chi credevamo essere un nostro amico. Ma allora qual è la vera amicizia?

La vera amicizia consiste girls-462072_1280nell’essere di aiuto l’un l’altro, offrendo buon umore nella tristezza, simpatia nei momenti di preoccupazione, aiuto nelle difficoltà e, perché no? aiuto materiale nei momenti di reale necessità. La vera amicizia consiste nel gioire della fortuna di un amico e nel simpatizzare nei momenti meno fortunati.

Il vero amico, del resto, dà la propria amicizia con gioia e antepone ai propri interessi quelli dell’altro e lo fa consapevolmente senza calcolare le perdite o i sacrifici e senza tenere conto del prezzo da pagare. La vera amicizia non è mai gelosia, che è puro egoismo e porta inevitabilmente alla morte dell’amicizia. Il vero amico non è colui che è sempre d’accordo con noi anche quando stiamo facendo la cosa sbagliata, o che non ce lo faccia notare solo per farci piacere. Ciò non vuol dire che il vero amico è colui con il quale non litighi mai, piuttosto è colui con il quale discuti le reciproche differenze, suggerisci e, se gli chiedi un parere, te lo dà con gentilezza e senza cercare di far prevalere il proprio punto di vista ad ogni costo e, al limite, pronto a cambiare idea se riconosce la validità delle tue idee.

Quando tutto questo si realizza, allora siamo in presenza di una amicizia vera e duratura.

In questa ricerca della vera amicizia non è necessario conoscere ed amare tutti gli esseri umani personalmente ed intimamente. Ma dobbiamo essere disposti, in ogni momento, a diffondere la luce dell’amicizia su tutte le creature viventi che ci sia dato il caso di incontrare.

Quest’attitudine richiede preparazione e un costante sforzo mentale; in altre parole: disinteresse, generosità, altruismo.

Se apriamo la porta al magnetico potere dell’amicizia, le anime saranno attratte a noi dalle stesse vibrazioni. Più tratteremo gli altri con amicizia, più grande sarà il numero dei nostri amici veri.

A chi domandava a Paramahansaji come si potesse capire chi era un vero amico, così Egli rispondeva:

Si può venire in contatto giornaliero con alcune persone eppure non provare simpatia per loro. Dovete adattarvi a tali persone ed imparare ad amarle. Ma ci sono altri per i quali provate istantaneamente simpatia fin dal primo incontro; è come se li aveste sempre conosciuti. Ciò indica che erano vostri amici di precedenti incarnazioni. Non trascurateli, ma rafforzate tale amicizia… Frequentemente tali vecchi amici vi si accostano attirati nell’orbita della vostra vita dall’amicizia nata in quell’oscuro, distante, passato.

Nel prossimo articolo vi parlerò di come riconoscere questi amici di passate incarnazioni, quale tecnica adottare per riuscire a percepire se siate o meno di fronte ad un “vecchio” amico e come trasformare questa amicizia da “vera” in “divina” per poter fare un ulteriore piccolo passo verso la felicità interiore.

Vi è piaciuto il mio articolo? Sotto potete scrivere il vostro commento 🙂

Namastè

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Giampiero Sorce è nato a Roma il 2/10 del 1960 ed è laurato in Scienze Biologiche, specializzato in Etologia Animale. Si auto-definisce un libero pensatore e si è dedicato allo studio delle filosofie occidentali ed orientali, alla continua ricerca di risposte alle sue domande che non fossero preconfezionate e che rispecchiassero la sua formazione scientifica. Membro della Self Realization Felloship di Yogananda Paramahansa dal 1985, ha ampliato i suoi interessi spirituali interessandosi alle vite precedenti e alle opportunità di crescita che ad esse sono correlate. Attualmente e nella speranza di fare la differenza, condivide la sua visione positiva della vita con chi desidera elevare i propri standard spirituali di vita.

1 commento

  1. E ti ritrovi su una collina all’imbra di un grande albero ad aspettare che lui ritorni. Un fratello. Un amico. Un pezzo del tuo cuore. Ricordi antichi. Poi incontri due occhi e capisci che lui c’è.. tu ci sarai per lui.. ci sarete.. ci saremo sempre.. anche nel silenzio.. perché i nostri cuori battono all’unisono. Ti ho ritrovato in ogni parola. Ti ho ritrovato in ogni sfumatura. Grazie. Di cuore.

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