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Una delle domande più frequenti che mi viene posta da chi si approccia per la prima volta allo studio delle religioni e delle filosofie orientali è la seguente:

“come si può conciliare una visione mistica della vita come quella orientale con il nostro modus vivendi occidentale per riuscire a vivere una vita più elevata?”

Un’altra meno frequente, ma non per questo meno importante, è:

“come può un essere razionale occuparsi di una materia che è pura speculazione intellettuale come la credenza in un Dio invisibile?”

E in effetti come dare torto a queste persone? Fin da piccoli è proprio questo che ci insegnano: una cosa è la scienza, con le sue sperimentazioni e i suoi dati di fatto suffragati da prove tangibili e una cosa è la religione, con i suoi dogmi e i suoi rituali, che presuppongono da parte nostra una accettazione per “fede” dell’esistenza di una Entità Divina e dove porsi domande o cercare prove è addirittura condannato (basti pensare a come viene giudicato lo stesso Apostolo Tommaso per aver espresso un dubbio del tutto legittimo visto le circostanze).

Siamo stati cresciuti con questa visione dualistica della vita: da una parte dobbiamo credere in un Dio la cui esistenza non può essere provata, dall’altra parte, davanti a fenomeni altrettanto invisibili, come la gravità ad esempio, non dobbiamo assolutamente credere alla loro esistenza per fede, ma siamo praticamente obbligati a studiare materie come la fisica e la matematica per comprovarne l’esistenza.

 

In una condizione così “schizofrenica” come meravigliarci se in Occidente il numero di persone che si dedicano allo studio della dimensione spirituale sostituiscono quella nella realtà più tangibile della tecnologia?

Se andiamo a vedere l’altra metà del globo, d’altra parte, non possiamo certo sostenere che le società orientali siano composte esclusivamente da mistici o non si spiegherebbe come i nostri mercati siano invasi da prodotti provenienti da India, Bangladesh o Giappone tanto per citarne tre.

Esiste forse un modo alternativo di vivere questo dualismo?

Si può vivere una vita più elevata senza per questo chiudersi in un eremo o abbandonando completamente il misticismo a favore dell’ultima generazione di smartphone?

La risposta a questa domanda è molto semplice e disarmante nella sua semplicità (come tutte le risposte ai grandi interrogativi della vita): si, si può!

Prima di tutto ci si deve rendere conto che da sempre siamo stati ingannati: non è vero che non si può provare l’esistenza di una dimensione spirituale e questo perché lo dice la stessa scienza. Lasciate che argomenti meglio questa mia affermazione all’apparenza contraddittoria. Cerchiamo di capire come funziona il pensiero scientifico.

“Quando una teoria scientifica è ufficialmente accettata da tutti e considerata corretta?”

Quando questa teoria è stata formulata rispettando le regole gettate cinque secoli fa dal Padre del metodo scientifico: Galileo Galilei che adesso vi spiegherò brevemente (chiedo scusa anticipatamente per la semplificazione e la brevità dell’esposizione, ma non è questa la sede per approfondire questo argomento. A chi fosse interessato rimando alla lettura di testi di divulgazione come la “Breve storia del pensiero scientifico” di Charles Singer, edito da Einaudi).

Il metodo scientifico ci dice che davanti ad un fenomeno, un qualsiasi fenomeno visibile o invisibile, il giusto approccio è formulare una ipotesi per la sua spiegazione e quindi, per verificarne la fondatezza, si debbano mettere a punto una serie di esperimenti che forniscano dati incontrovertibili. Una volta conclusa positivamente questa fase, e solo allora, possiamo formulare una tesi che spieghi il fenomeno e che sia universalmente valida.

Proviamo ad applicare questo metodo al concetto di spiritualità, o se preferite, di Stato di Coscienza Superiore o Cristica, come viene definita nelle filosofie orientali.

Se molti affermano di riuscire a raggiungere uno stato di alterazione delle percezioni, o stato di coscienza superiore, potrebbe essere giustificata l’ipotesi che questa dimensione oltre a quella fisica dei nostri cinque sensi esista veramente e non sia frutto di auto-convincimento. Per provare la nostra ipotesi possiamo codificare una serie di esercizi fisici che coinvolgano postura e respirazione che, se ripetuti da chiunque in qualunque parte del pianeta, e non importa quante volte, diano alla fine sempre gli stessi risultati.

Queste condizioni sono fondamentali perché un esperimento sia accettato dalla comunità scientifica: se otteniamo lo risultato, sia che il nostro esperimento venga condotto in India o in Italia piuttosto che in California, o da chiunque segua questo metodologia, a prescindere dalla sua età, dal sesso o dalle sue convinzioni personali, allora possiamo mutare la nostra ipotesi in tesi: la pratica del nostro metodo porta ad un’alterazione dello stato della nostra coscienza e ad un contatto con una dimensione al di là della nostra normale esistenza fisica.

Ecco che la mia precedente affermazione trova la sua conferma. Ma questo è anche il primo e più importante messaggio che il Grande Maestro Yogananda Paramahansa ci ha trasmesso quando nella prima metà del secolo scorso si trasferì dall’India a Los Angeles, California; egli infatti sosteneva che:

“Le Tecniche SRF sono un grande dono fatto al mondo: unendo l’originale dottrina cristiana con quella originale Yoga, esse portano ad una reale comunione con Dio e tutti i popoli della terra possono sperimentarle. SRF è arrivata a dimostrare come cercare Dio”. (SRF: Self Realization Felloship, Fratellanza dell’Auto-Realizzazione).

Concludendo, si può quindi vivere una vita più elevata anche nel nostro frenetico mondo occidentale?

Si, con la meditazione ed il lavoro.

Prima di tutto meditiamo e percepiamo la Presenza divina, solo allora mettiamo in atto la nostra opera, saturi della coscienza di Dio. Facendo questo non conosceremo fatica e la nostra vita sarà colma d’amore e di energia.

Nel mio prossimo articolo vi parlerò di come trovare la forza in noi stessi per iniziare un percorso di crescita personale e spirituale e porre così il primo tassello per… vivere una vita più elevata.

Namasté

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Giampiero Sorce è nato a Roma il 2/10 del 1960 ed è laurato in Scienze Biologiche, specializzato in Etologia Animale. Si auto-definisce un libero pensatore e si è dedicato allo studio delle filosofie occidentali ed orientali, alla continua ricerca di risposte alle sue domande che non fossero preconfezionate e che rispecchiassero la sua formazione scientifica. Membro della Self Realization Felloship di Yogananda Paramahansa dal 1985, ha ampliato i suoi interessi spirituali interessandosi alle vite precedenti e alle opportunità di crescita che ad esse sono correlate. Attualmente e nella speranza di fare la differenza, condivide la sua visione positiva della vita con chi desidera elevare i propri standard spirituali di vita.

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