In questo mio primo post su Blogpositivo desidero farti conoscere la Tradizione Spirituale Andina Contemporanea

Ho tanto l’impressione che l’essere umano, ad un certo punto della vita, cominci a farsi domande sul perché dell’Esistenza e in particolare sulla sua e vada a cercare le risposte in qualcosa di trascendente adottando, nella maggioranza dei casi, modalità tipiche del ceppo culturale a cui appartiene. Accade così che in Occidente si rivolge alla preghiera e in Oriente alla meditazione (clicca qui per maggiori info).

Esiste però una terza modalità, adottata sulle Ande del Perù, che consiste nell’avere un rapporto personale, consapevole e volontario con l’Energia Vivente ed in cui tutto è semplice perché… è naturale!

Stiamo parlando della Tradizione Spirituale Andina che, se pur riconducibile al periodo di massima espansione dell’impero Inca, possiamo considerare  Contemporanea in quanto riportata alla luce e messa a confronto con moderne teorie in diversi campi della scienza, don-juandall’antropologo peruviano don Juan Nuñez del Prado Bejar a partire dagli ultimi anni del ventesimo secolo. Da lui ho avuto l’onore di apprendere gli insegnamenti che oggi trasmetto con gioia a chiunque mostri il suo interesse.

Quando di parla di tradizioni provenienti dal Sud America normalmente si pensa subito allo sciamanesimo, ma qui siamo di fronte a qualcosa di differente, non appartenete cioè ad una popolazione ancora tribale, ma inserito perfettamente in una organizzazione estremamente civilizzata. Ad ogni individuo, che desiderava elevare il suo stato di Coscienza, si insegnava infatti a produrre il proprio benessere senza l’intervento di una terza persona, lo sciamano per l’appunto.

La teoria di base è molto semplice e nasce dall’osservazione dei comportamenti della Natura, nella quale il Divino si rivela assumendo diversi volti. In Natura tutto fluisce seguendo il suo corso e qualunque cosa accade, compresi gli eventi apparentemente distruttivi, è funzionale ad una trasformazione.

Altro concetto importante è che tutto ciò che esiste è permeato di un’unica Energia Vivente ed è perciò possibile stabilire un rapporto con esso.

Qual’è la nostra posizione rispetto a questo? Siamo in grado di rapportarci con quello che ci infastidisce lasciandolo fluire, seguendo così l’esempio della Natura? Ahi noi…non sempre!

Il perché è presto detto: l’umano è l’unico essere vivente in grado di produrre energia pesante a causa dei suoi pensieri disturbanti e della cattiva gestione delle emozioni e dei rapporti che da essi ne deriva.

E’ fondamentale adesso introdurre una peculiarità del pensiero (e di conseguenza del lessico) della Tradizione Spirituale Andina: per definire ciò che infastidisce o disturba non è contemplato l’uso del termine “negativo”In qualsiasi dizionario troverete che questo termine significa “negare l’esistenza” ed è questo il dato che il cervello memorizza.

smile-dubbiosoE quindi come si può credere di trasformare o eliminare una cosa che non esiste? D’ora in poi sostituiremo “negativo” con “pesante” e poi vedremo come renderlo leggero (o sottile) lasciando fluire ciò che disturba, trattenendo solo l’insegnamento che ne deriva e producendo di conseguenza benessere. 

La Tradizione Spirituale Andina ci indica una sola regola da rispettare per permettere all’Energia Vivente di fluire liberamente:

Ayni ossia la Reciprocità (o scambio): chiunque riceve è tenuto a dare e chiunque dà ha il sacrosanto diritto di ricevere.

La nostra Natura Divina questo lo sa bene, ma quella umana un po’ meno. Quanti si preoccupano solo di dare all’infinito, privandosi di tutte le forze, credendo così di guadagnarsi il Paradiso e non sono capaci di chiedere? Quanti sono focalizzati sul prendere tutto quello che possono e tenerselo ben stretto?

Eppure basta osservare il respiro (guarda questo video di greenpeace) di tutto ciò che vive…

L’uomo inspira aria carica di ossigeno e restituisce anidride carbonica che le piante prendono e trasformano in ossigeno nuovamente disponibile per l’uomo. Questo è l’ Ayni più grande e lo abbiamo sotto gli occhi, anzi sotto il naso!!!

naturaTutta la natura è a nostra disposizione per ricevere le nostre scorie energetiche, prodotte da pensieri ed emozioni stagnanti, per trasformarle e restituircele sotto forma di energia vitale. 

Basta sapere a chi, o meglio a quale Elemento rivolgersi!

Il primo passo della tradizione spirituale andina è

riconoscere di non essere più il bambino i cui bisogni vengono soddisfatti da mamma e papà, ma prendere le redini della propria esistenza, reclamando il diritto di essere padroni della propria parte ombra. Questo significa rendersi disponibili a gestire un malessere non attribuendone la causa ad eventi esterni, ma accettando che sia in realtà prodotto dall’energia “pesante” (ricordate?) della rabbia, paura, gelosia, invidia (e chi più ne ha più ne metta) che stiamo trattenendo e vivono nella nostra parte ombra.

Questo concetto corrisponde al diventare adulti spirituali e dare inizio ad un processo volontario e consapevole di Evoluzione della Coscienza. Ci si affida a nuovi genitori, quelli spirituali, rappresentati da Madre Terra e Padre Cielo e si acquisiscono nuovi fratelli (Fuoco e Aria) e nuove sorelle (Terra e Acqua) riconoscendo che tutti siamo permeati dalla Luce dello stesso Creatore, cosa che ci consente di avere un rapporto diretto con tutti.

Ecco che la nostra nuova famiglia è presente ovunque ed ecco perché non è necessario essere nati o vivere sulle Ande, ma ogni luogo è semplicemente perfetto per praticare la Tradizione Andina, senza che questo vada in conflitto con alcun credo religioso.

Il processo (che prima avveniva in automatico perché fa parte della Natura sia umana che Divina…che poi è lo stesso) diventa così volontario e si trasforma in una vera e propria Arte di evolvere la propria Coscienza, che è l’altro modo in cui la Tradizione Spirituale Andina Contemporanea può essere definita.

Per ora riflettiamo su questo non perdendo di vista che si può (e si dovrebbe…) scambiare Ayni anche con i nostri simili. Pensate solo che l’imperatore Inca, considerato un Illuminato, era solito provvedere alle esigenze di ciascuno dei suoi sudditi al punto tale che questi versavano volentieri i tributi, perché sapevano che sarebbero stati convertiti in ciò di cui i villaggi avevano bisogno e quindi ridistribuiti. La loro civiltà venne sterminata nel momento in cui apparve la prima guerra interna tra gli  eredi dell’imperatore che, presi dalla loro smania di potere, smettono di vivere nell‘ Ayni e porgono il fianco agli Spagnoli in cerca di oro. Peccato che questi ultimi non abbiano mai capito che ciò che rendeva davvero ricchi gli Incas, il vero oro…

…era l’ Ayni…

A presto per parlare ancora di Ayni, del ruolo degli Elementi e del Seme Divino che ciascuno di noi porta dentro per diritto di nascita.

 

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