Se ti stai interrogando sul senso della vita, hai intrapreso un lungo percorso che ti porterà molte soddisfazioni, anche se i momenti di incertezza, panico e cedimento sono dietro l’angolo.

Non è facile voler comprendere perché siamo quello che siamo, forse chi vive alla giornata senza eccessivi pensieri e montagne russe mentali sa godersi al meglio ciò che la vita offre. Magari crediamo e siamo convinti che la vera felicità appartenga proprio a queste persone, il cui stile di vita invidiamo.

Ma sono davvero felici? E soprattutto, si sono mai chiesti cosa sia la felicità?

Per fortuna la letteratura ci viene in aiuto. Pagine e pagine di inchiostro scritte nei secoli ci sono state consegnate da autori e personaggi celebri di importanza vitale per la nostra cultura.

Come sempre, la parola scritta ha lo stesso valore di un kit salvavita, capace di ridare respiro ad una mente posseduta dal caos vertiginoso di mille pensieri.

Se volessimo procedere con la stesura di un vademecum per ottenere la felicità, potremmo farlo concentrandoci su alcune parole chiave.

Cominciamo!

Audacia

Coraggio e coerenza alla fine pagano sempre. L’audace sa farsi carico delle proprie paure, sa trarre il meglio dalle difficoltà e sa fare buon viso a cattiva sorte.

Chi osa magari può non ricevere il plauso di amici, parenti e conoscenti, ma il solo fatto di spiccare il volo e cercare di librarsi in aria è impagabile. In questo sta la felicità: nell’osare, nel tentare, nel decidere di volercela fare. Per dirla con Sergio Bambaren,

“Impara a dire addio a tutto ciò che è d’impedimento ai tuoi sogni. Impara ad attraversare il muro di cristallo. Sii te stessa: questo è il vero segreto della felicità.”SERGIO BAMBARÉN, dal libro: IL GUARDIANO DEL FARO

Potrà essere questioni di secondi, o di attimi, la sensazione di felicità provata, ma il ricordo rimarrà per sempre, e non solo: se grazie all’audacia abbiamo fatto il primo passo verso la felicità, le sensazioni provate faranno da catalizzatore per un nuovo, imminente istante di coraggio e torneremo ad essere felici.

Consapevolezza

Che la felicità non venga calata dall’alto è un fatto certo ed assodato. Va conquistata, sempre che rientri tra i nostri obiettivi di vita. Oppure va vissuta, se la nostra idea di felicità è più simile a quella di un viaggio da compiere piuttosto che di un traguardo da raggiungere. In tal senso potrebbero spiazzarci le parole di Alessandro Baricco:

“Temo che il senso della vita sia estorcere la felicità a se stessi, tutto il resto è una forma di lusso dell’animo, o di miseria, dipende dai casi.”ALESSANDRO BARICCO, dal libro: UNA CERTA IDEA DI MONDO

“Estorcere la felicità”: in queste parole c’è tutto il senso del disagio di vivere, unito alla consapevolezza che per ciascuno di noi la vita può avere un senso diverso, specifico, orientato dagli eventi o vissuto come libero arbitrio.

In ogni caso, concedersi la felicità sembra l’unica strategia di sopravvivenza che l’essere umano può mettere in campo a questo mondo.

Determinazione

L’indugio è bandito. I tentennamenti sono zavorre per chi vuole conquistare la felicità. Niente è peggio di una mente tormentata dai dubbi se si decide consapevolmente che la felicità deve far parte della propria vita. L’attesa, il procrastinare, l’eccessivo scervellarsi hanno come unico risultato quelle di allontanare da noi i pensieri positivi, i veri attrattori di felicità. Per dirla con Jane Austen,

“Perché aspettiamo per qualsiasi cosa? Perché non afferiamo immediatamente il piacere? Quante volte la felicità viene distrutta dalla preparazione, stupida preparazione!”JANE AUSTEN, dal libro: EMMA

Cogliere l’attimo, buttarsi a capofitto in un’impresa, compiere scelte di getto senza ingarbugliarsi la mente: tutto ciò richiede coraggio, ma soprattutto determinazione. Se non siamo convinti di ciò che stiamo per fare, l’entusiasmo iniziale scemerà dopo poco e ci lascerà a metà strada.

Prendere una decisione e portarla a compimento: ecco come possiamo garantirci una via sicura alla felicità.

Accettazione

Volere sempre di più fa parte della natura umana: l’accontentarsi non è mai stata considerata una virtù. Questo modo di pensare però ci danneggia se ciò di cui non ci accontentiamo siamo noi stessi. La frustrazione costante di non essere mai all’altezza o di non aver mai fatto abbastanza crea un callo mentale per cui spesso cominciamo le frasi che ci riguardano con “io non…”.

Sapersi accettare, fare pace con se stessi, perdonarsi per i propri limiti è fondamentale per trovare equilibrio e serenità. L’accettazione di sé e la consapevolezza di ciò che si è, di ciò che si può dare agli altri e di quello che possiamo ricevere dalle nostre relazioni sociali ci aiutano a vivere meglio, in una parola: felici. Proverbiali in tal senso le parole di Victor Hugo:

“La suprema felicità della vita è la constatazione d’essere amato, e amato per se stesso; anzi diciamo meglio, malgrado se stesso: questa convinzione, il cieco l’ha.”VICTOR HUGO, dal libro: I MISERABILI

Conclusione

Audacia, consapevolezza, determinazione, accettazione: ecco gli ingredienti per la felicità che ci suggeriscono i grandi letterati della nostra cultura.

Sembra una passeggiata, una lezione da imparare a memoria, ma la prova pratica non ci metterà tanto a farci lo sgambetto.

Solo se avremo acquisito e fatto nostro il significato intrinseco di queste parole, la felicità sarà a portata di mano. Solo allora anche le parole dei grandi autori del passato smetteranno di essere altisonanti e complicate.

Cosa aspetti?

La felicità può essere tua, sta a te volerla davvero!

Articolo a cura di Frasi Celebri.it

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