Negli ultimi anni, il numero di coloro che pratica il training autogeno è aumentato sensibilmente. Tuttavia, la diffusione di questa pratica non si è accompagnata ad una sua maggiore conoscenza. Infatti, vi sono ancora diverse persone che non la conoscono. A beneficio di questi, vediamo che cos’è il training autogeno, quali esercizi prevede e quali benefici è in grado di apportare al nostro intero organismo.

Che cos’è il training autogeno

È possibile dire che il training autogeno è un metodo di auto-distensione utile sia alla mente che al corpo. È importante notare che si tratta di un “metodo”, il che significa che consta di precise regole per l’apprendimento e per l’esecuzione. Inoltre, è bene ricordare che è un metodo di auto-distensione, ciò comporta che, una volta apprese le modalità di pratica, è possibile gestire in maniera del tutto autonoma questo training. Dunque, coloro che apprendono il training autogeno hanno a disposizione una sorta di “asso nella manica” che può essere impiegato per contrastare lo stress.
Occorre però sapere che per acquisire la conoscenza completa del training autogeno sono necessari anni di pratica. Inoltre, una volta completato il training di base, è necessario continuare a frequentare corsi di aggiornamento. Migliore sarà la formazione iniziale, comunque, più semplice sarà l’apprendimento delle tecniche più innovative. Un buon corso di formazione è disponibile a questo link.

Quali sono gli esercizi del training autogeno

Esistono diversi esercizi propri del training autogeno; alcuni sono complessi e richiedono una buona dose di partica, mentre altri si possono apprendere in poche settimane di pratica. Vediamo due degli esercizi più semplici e basilari del training autogeno.

Il primo esercizio è quella della “pesantezza”. Questo favorisce uno stato di rilassamento fisico ed è utile per sciogliere le tensioni muscolari.
Per eseguirlo occorre concentrare la propria attenzione su una zona del corpo alla volta e cercare di visualizzarla percependola in tutta la sua pesantezza. Una volta concluso il ciclo di concentrazione, basta prestare attenzione ai punti di contatto tra il corpo e la terra, immaginandoli mentre sprofondano nel pavimento.

Il secondo esercizio è definito “esercizio del calore”. Il suo scopo è quello di provocare dei nella circolazione sanguigna nei vari distretti muscolari. Si rivela utile per chi soffre di disturbi di circolazione e rappresenta un metodo di riscaldamento mentale dei muscoli prima che vengano impegnati in un allenamento.
Anche in questo caso è necessario visualizzare ogni singola parte del corpo in successione, cercando di percepirne il calore.

Benefici del training autogeno

Il training autogeno comporta benefici differenti a seconda della persona che lo pratica e della situazione che esso sta affrontando. In particolare, i benefici di questa pratica sono:

  • Gestione dell’ansia;
  • Autoinduzione di calma;
  • Implemento della concentrazione mentale;
  • Miglioramento della capacità introspettiva;
  • Cambiamento nel tono dell’umore, che dovrebbe apparire più elevato, rilassato e gioviale;
  • Controllo delle reazioni emotive eccesive, che diventano maggiormente misurate e pacate;
  • Percezione di armonia interiore ed esteriore;
  • Aumento della capacità di considerazione dei problemi dall’esterno e con razionale distacco.

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